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Tavola Rotonda OICE: Nuove regole sugli appalti, una sfida e una opportunità per progettisti e imprese

7/7/2016

Si è svolta il 5 luglio a Roma, con la partecipazione di numerosi operatori del settore, la Tavola Rotonda Oice dal titolo "Nuove regole sugli appalti: una sfida e una opportunità per progettisti e imprese" fiinalizzata ad un primo confronto sulla nuova disciplina dei contratti pubblici.
Tra i relatori erano presenti esponenti del mondo politico e delle associazioni di settore: Raffaella Mariani (relatrice legge delega n. 11/2016 - Camera), Antonella Manzione (Capo Ufficio legislativo Presidenza del Consiglio), Bernadette Veca (direttore Regolazione Ministero delle Infrastrutture), Michele Corradino (consigliere ANAC), Claudio De Albertis (Presidente Ance), Giorgio Lupoi (Vice Presidente OICE), Michela Diracca (Segretario Nazionale Inarsind), Andrea Bianchi (Direttore Area Politiche Industriali Confindustria), Francesca Federzoni (Membro Presidenza ANCPL - Lega Coop).
Dal Convegno è emerso che sarà approvato entro il 18 luglio un Dpcm che istituirà la Commissione finalizzata a monitorare l'attuazione del Codice. La Commissione (cd. Cabina di regia) sarà composta da specialisti negli appalti (Comuni capoluoghi, centrali di aggregazioni, centrali di area vasta, ecc.).
Per quel che concerne le opinioni degli operatori di settore, l'Ance ha evidenziato la proposta di un congelamento delle norme del Codice (almeno fino alla fine del 2016) necessario, secondo De Albertis, a fronteggiare l'incertezza normativa dovuta all'introduzione delle nuove norme e alle conseguenti ripercussioni nel mercato degli appalti. Il capo dell'Ufficio legislativo della PCM, Antonella Manzione, non ha però accolto tale proposta precisando invece che compito del Codice è proprio dare certezza al diritto e che non sarebbe opportuno né considerare un rallentamento dell'economia, né un immediato eventuale correttivo del Codice; ciò potrà essere ammesso soltanto tra qualche mese, dopo la sperimentazione delle norme (c'è tempo fino al 18 aprile 2017).
Riguardo agli effetti prodotti dalla pubblicazione del Codice, l'on. Raffaella Mariani ha informato di avere avviato una indagine conoscitiva per monitorare le conseguenze della riforma sul mercato.
Intanto il Mit sta procedendo con la preparazione degli otto schemi di decreto attuativo, in vista della scadenza fissata per il prossimo 18 luglio. Tra questi, Il direttore regolazione del MIT, Bernadette Veca, ha citato: i decreti sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, sulla programmazione, sul débat public, sul limite al ricorso dell'avvalimento.
L'Anac si è invece soffermata sulla pubblicazione delle linee guida, sia quelle pubblicate il 5 luglio relative alle procedure di affidamento di contratti pubblici inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria, sia quelle sui commissari di gara, per cui è prevista per la prossima settimana l'approvazione in Consiglio (questi documenti dovranno poi essere inviati alle Commissioni parlamentari).
Infine il presidente dell'Oice, Gabriele Scicolone ha espresso un giudizio largamente positivo sul nuovo Codice ritenendo che "L'entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici ha rappresentato per tutto il nostro settore una novità di grande impatto e rilievo e di questo dobbiamo dare atto a Governo e Parlamento. Elementi come la valorizzazione della fase progettuale, la qualificazione delle stazioni appaltanti, l'affidamento dei lavori sulla base di un progetto esecutivo accuratamente predisposto e verificato, l'aggiudicazione delle gare di ingegneria e architettura con il criterio dell'OEPV, il rafforzamento del ruolo dell'ANAC, la riallocazione delle funzioni delle stazioni appaltanti, l'introduzione graduale del BIM rappresentano per l'OICE un valore assoluto e rispondono ad una reale esigenza del mercato."
Premesso il giudizio positivo, la valutazione su questi primi due mesi è prudente: "Come tutte le riforme - ha detto Scicolone - il nuovo codice è perfettibile, ma allo stesso tempo necessita di un periodo di metabolizzazione da parte sia degli operatori economici, sia delle stazioni appaltanti. Ed è anche normale che vi sia stata una diminuzione dei bandi (circa il 45% nel nostro settore). A ciò vanno aggiunti, peraltro, anche i tempi necessari per passare dal vecchio regolamento del Codice (dpr 207/2010) alla cosiddetta "soft law" affidata a numerosi e più flessibili provvedimenti. Proprio su questo aspetto abbiamo apprezzato i contenuti delle linee guida ANAC, che hanno recuperato molti profili del dpr 207 e che hanno dato un positivo elemento di chiarezza nel senso della trasparenza e della tutela del mercato. L'OICE è pronta a collaborare, come sempre ha fatto, sia nell'attuazione dei provvedimenti sia per eventuali miglioramenti, nel segno della certezza del diritto e della chiarezza delle norme, consapevole però che centralità del progetto, concorrenza e trasparenza devono costituire principi di riferimento inderogabili per tutti. L'obiettivo finale è quello di riportare l'Italia ai livelli di sviluppo infrastrutturale della media europea, non soltanto guardando a quanto le nostre imprese fanno all'estero ma cercando di creare in Italia le opportunità che esse hanno ben saputo cogliere oltre confine."
In prospettiva, anche rispetto alle ipotesi di correttivo da emanare entro i prossimi mesi, il Vice Presidente OICE per gli sviluppi legislativi, Giorgio Lupoi, ha chiesto al Governo e al Parlamento di "incidere ancora di più sia con il Codice, sia con la soft law per rendere ancora più efficace la riforma. La disciplina sui consorzi stabili, ad esempio, ci sembra molto penalizzante e non viene incontro all'esigenza di fare crescere il settore e le sinergie stabili fra chi opera sul mercato; occorre incidere maggiormente sulla trasformazione dei RUP in effettivi project manager, qualificati per quanto hanno fatto in passato e supportati da chi fa ingegneria e architettura e non da società di consulenza che nulla sanno del nostro mercato; va inoltre considerato se possa avere senso scegliere i RUP sul mercato, come fanno gli investitori privati e come già accaduto in passato (Fiera di Milano docet). Va resa più ampia e meno penalizzante la disciplina del soccorso istruttorio, usato spesso dalle amministrazioni per "fare cassa" e adattare il rating di impresa alle peculiarità dei singoli settori; infine confidiamo che ANAC possa emanare al più presto bandi-tipo (nel senso di modelli di bando) e contratti-tipo ispirati alle best practices internazionali affinché con le qualifiche acquisite in Italia i nostri progettisti possano presentarsi adeguatamente qualificati all'estero." (MCM e AM)

 

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